
Raccontare, attraverso le visioni poetiche degli attori, il rapporto fra normalità e follia, verità e finzione, mettendo a nudo la fragilità, le contraddizioni, e l’irrazionalità sempre diverse, nel tentativo di comprendere meglio il mondo per ribadire il diritto di essere uomini e donne, con debolezze e incertezze fisiologiche in contrapposizione alle convenzioni sociali, alla prepotenza, all’egoismo. Uomini e donne emozionati ed emozionabili, condizioni che in nome del benessere vengono continuamente censurate.
Un racconto complesso, ma pienamente riuscito nel documentario “La vita non sa di nomi”, di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai, con la partecipazione di Valerio Giannattasio (Direttore f.f. Salute mentale Adulti/Dipendenze), che verrà proiettato sabato 16 marzo alle 17 nella Rocca Sanvitale di Sala Baganza. Un’opera sul progetto “Teatro e Salute Mentale”, che narra i tredici anni di attività realizzata da Festina Lente Teatro in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Reggio Emilia.
Garella, Poldi Allai e Giannattasio, saranno presenti alla proiezione che sarà a ingresso gratuito e che rientra tra gli eventi del Festival della Letteratura “Matti, lunatici padani”, organizzato dalle biblioteche dei cinque comuni dell’Unione Pedemontana Parmense (Collecchio, Felino, Montechiarugolo, Sala Baganza e Traversetolo).
Un percorso attraverso autori, opere, testi, lettori ed esperienze che gravitano intorno alla letteratura del nostro territorio in un arco temporale che va dal Medioevo a oggi, progettato con l'intento di leggerne i tratti ricorrenti: follia e stravaganza, nel tentativo utopico e ingenuo di dare ordine al caos del mondo attraverso gli strumenti del linguaggio e del racconto. “Matti, lunatici padani” propone un calendario di 26 eventi fino a giugno. Una sorta di “biblioteca diffusa” sul territorio della Pedemontana Parmense, in un inestricabile intreccio di opere, lettori e luoghi.