SANTO PATRONO: uffici Polizia locale e Servizi socio-sanitari aperti - Unione Pedemontana Parmense

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SANTO PATRONO: uffici Polizia locale e Servizi socio-sanitari aperti

Giovedì 20 gennaio 2022, l'Unione Pedemontana Parmense celebra San Sebastiano, il suo patrono. Tuttavia funzioneranno regolarmente diversi servizi essenziali, a partire da quello di Polizia locale e Protezione civile, con apertura su appuntamento dello Sportello della Centrale operativa di Felino (dalle 9 alle 12), e quelli socio-sanitari erogati da Azienda Pedemontana Sociale, con la normale apertura delle strutture, degli uffici centrali di piazza Fraternità 4 a Collecchio e degli Sportelli sociali collocati nei comuni dell'Unione. 

Chiusi, invece, lo Sportello Unico Attività Produttive (Suap), il Servizio prevenzione rischio sismico, la Segreteria che ha sede nel Municipio di Collecchio e l'Ufficio personale.


Chi era San Sebastiano

San Sebastiano era un santo “militare”, che visse tra il 256 e il 300 circa, arrivando ad essere il comandante dei pretoriani romani – in pratica i vigili urbani della Capitale di allora –, messo a morte dall’imperatore Diocleziano a causa della sua fede cristiana. 

Oriundo di Narbona, a Milano fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò poi a Roma, dove entrò a contatto con la cerchia militare alla diretta dipendenza degli imperatori. Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fece presto carriera e diventò il comandante delle guardie dell'imperatore. Un ruolo che gli consentì di sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte.

La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. Il padre fece appello a una dilazione di trenta giorni per il processo, per convincere i figli a desistere e sottrarsi alla condanna sacrificando agli dei. I fratelli erano ormai sul punto di cedere quando Sebastiano fece loro visita persuadendoli a perseverare nella loro fede e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra cui Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.

Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti: Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio, il prefetto romano Cromazio e suo figlio Tiburzio. 

Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell'ombra contro di me”. Sebastiano fu quindi condannato a morte dall'imperatore. Venne legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato e trafitto da frecce.


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