Ufficio Europa e Carta europea per la parità

di genere: l'Unione c'è - Unione Pedemontana Parmense

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Ufficio Europa e Carta europea per la parità

di genere: l'Unione c'è

Ufficio Europa Intercomunale: l’Unione c’è. Con un voto unanime il Consiglio pedemontano ha approvato, durante l’ultima seduta di giovedì 28 aprile, l’adesione all’Ufficio Europa Intercomunale, nato per supportare i Comuni parmensi nell’accesso ai fondi europei.

Un Ufficio, di cui è capofila la Provincia di Parma, che per l’assessore alle Politiche europee della Pedemontana Maristella Galli risponde ad una necessità molto sentita dal territorio. «Si tratta di una “cabina di regia” per fornire informazioni e assistenza tecnica nelle fasi di gestione, rendicontazione e monitoraggio  dei progetti – ha sottolineato Galli –. Un punto di riferimento per una pianificazione strategica che non comporta oneri particolari per gli enti aderenti. L’Ufficio sarà infatti finanziato con il budget previsto all’interno di ogni progetto per i costi del personale. È importante  approvare questo schema di convenzione – ha concluso la delegata alle Politiche europee –, perché rappresenta un aiuto per realizzare progetti e intercettare finanziamenti».
 

Sì alla “Carta europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini”

 

Sì unanime, da parte del Consiglio dell’Unione, anche alla “Carta europea per l’uguaglianza e le parità delle donne e degli uomini nella vita locale". Un documento che impegna chi la sottoscrive ad elaborare un “Piano d'azione per l’uguaglianza” in cui vengono fissate le priorità, le azioni e le risorse necessarie per promuovere concretamente una vera uguaglianza tra i generi. Un diritto fondamentale che non deve essere solo riconosciuto per legge, ma deve essere effettivamente esercitato in tutti gli aspetti della vita in comunità: politico, economico, sociale e culturale.

«In questo periodo ci sono stati alcuni fatti che hanno portato la Commissione europea a implementare e aggiornare la carta che era stata stesa 15 anni fa – ha spiegato l’assessore alle Politiche europee Maristella Galli –. Il mondo è cambiato con l’agenda della sostenibilità, l’ascesa di internet, il movimento “Me too” contro le molestie e gli abusi sessuali, la pandemia da covid che ha portato un onere sporzionato privato e professionale sulle donne, nonché all’aumento della violenza domestica. C’è poi la questione della differenza di salario tra uomini e donne. Aderendo a queta Carta, avremo due anni per preparare un piano d’azione. Piano che dovrà essere immaginato e progettato insieme, da una commissione paritaria. È importante riflettere su questi cambiamenti e vedere cosa si può fare a livello di Unione, sia come riflessione, sia per favorire scambi e conoscenze di ciò che è stato fatto in altri Stati e che può essere di stimolo anche per noi, per proposte e progetti».


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