Sabato 24 gennaio: la Polizia Locale Celebra San Sebastiano - Unione Pedemontana Parmense

archivio notizie - Unione Pedemontana Parmense

Sabato 24 gennaio: la Polizia Locale Celebra San Sebastiano

Sabato 24 gennaio 2026 il Corpo di Polizia Locale dell’Unione Pedemontana Parmense festeggerà San Sebastiano, patrono delle polizie locali e dell’ente stesso.

Le celebrazioni si svolgeranno a Collecchio (Parma) a partire dalle ore 11, con una Santa Messa nella Chiesa di San Prospero a Collecchio (Via d. Galaverna, 36) e la benedizione dei mezzi.

A seguire, attorno alle ore 12, le celebrazioni si sposteranno nella Sala civica “Mario Tragni” di Casa I Prati (Via San Prospero, 13), sempre a Collecchio, con gli interventi delle autorità e la relazione del neocomandante Giovanni Saviano sull’attività svolta nel 2025 dagli agenti della Pedemontana.
 

Chi era San Sebastiano

 

San Sebastiano era un santo “militare”, che visse tra il 256 e il 300 circa, arrivando ad essere il comandante dei pretoriani romani – in pratica i vigili urbani della Capitale di allora –, messo a morte dall’imperatore Diocleziano a causa della sua fede cristiana. 

Oriundo di Narbona, a Milano fu istruito nei principi della fede cristiana. Si recò poi a Roma, dove entrò a contatto con la cerchia militare alla diretta dipendenza degli imperatori. Divenuto alto ufficiale dell'esercito imperiale, fece presto carriera e diventò il comandante delle guardie dell'imperatore. Un ruolo che gli consentì di sostenere i cristiani incarcerati, provvedere alla sepoltura dei martiri e diffondere il cristianesimo tra i funzionari e i militari di corte.

La Passio racconta che un giorno due giovani cristiani, Marco e Marcelliano, figli di un certo Tranquillino, furono arrestati su ordine del prefetto Cromazio. Il padre fece appello a una dilazione di trenta giorni per il processo, per convincere i figli a desistere e sottrarsi alla condanna sacrificando agli dei. I fratelli erano ormai sul punto di cedere quando Sebastiano fece loro visita persuadendoli a perseverare nella loro fede e a superare eroicamente la morte. Mentre dialogava con loro, il viso del tribuno fu irradiato da una luce miracolosa che lasciò esterrefatti i presenti, tra cui Zoe, la moglie di Nicostrato, capo della cancelleria imperiale, muta da sei anni. La donna si prostrò ai piedi del tribuno il quale, invocando la grazia divina, le pose le proprie mani sulle labbra e fece un segno di croce, ridonandole la voce.

Il prodigio di Sebastiano portò alla conversione un nutrito numero di presenti: Zoe col marito Nicostrato e il cognato Castorio, il prefetto romano Cromazio e suo figlio Tiburzio. 

Quando Diocleziano, che aveva in profondo odio i fedeli a Cristo, scoprì che Sebastiano era cristiano esclamò: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti del mio palazzo e tu hai operato nell'ombra contro di me”. Sebastiano fu quindi condannato a morte dall'imperatore. Venne legato ad un palo in un sito del colle Palatino, denudato e trafitto da frecce.

 


Pubblicato il 
Aggiornato il